Il Caso di Design Royale: social learning o che altro?

July 6, 2011 — 2 Comments

Entro in contatto con questo post pubblicato su VirtualEco (http://www.virtualeco.org/2011/07/design-royale-il-social-learning-con-facebo… in cui si parla della realizzazione di un percorso formativo interamente su Facebook. Fino a qui sembrerebbe di poter dire nihl sub sole novi, ma quello che si analizza nel post è un approccio in parte nuovo e interessante che merita una riflessione sul come l’esperienza è stata – a tutti gli effetti – condotta.

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Ma partiamo dall’inizio. Che cos’è e come funziona Design Royale?
Come si legge nell’articolo lo scopo di questa sperimentazione è stato quello di offrire a giovani talenti del design mondiale volenterosi di imparare un’occasione unica per entrare in contatto con docenti di prim’ordine.

Il progetto Design Royale, però, si è posto (si pone) un obiettivo diverso e inedito: usare il web per insegnare il design e per trasmettere una conoscenza pratica e concreta, attraverso dei workshop completamente online.

Naturalmente esistono siti in cui si può imparare a fare delle “cose”: Instructables per esempio, il posto migliore dove cercare istruzioni pratiche online, per esempio “Come colorare la tua jeep in modo che sembri un veicolo d’assalto“. E altrettanto naturalmente esistono dei luoghi per apprendere conoscenze teoriche, online (innumerevoli, la Parallel School of Design è una).

Tuttavia, c’erano delle variabili che nessuno, imho, era ancora riuscito a produrre in ambiente online. O almeno, non tutte insieme – nè nel mondo del design.

  • il rapporto insegnante-studente
  • le interazioni d’aula (pubbliche, tra il docente e gli studenti, ma soprattutto tra gli studenti), ivi inclusi commenti, complimenti e critiche
  • la circolazione di idee, riferimenti visivi, materiali
  • l’assegnazione (online) e lo svolgimento di task (concreti e offline)

Quindi, (la prima edizione di) Design Royale è il tentativo di condurre quattro workshop, sul design, con studenti internazionali, completamente online

Agli studenti sono stati forniti dei brief davvero divertenti e innovativi che riporto qui perché credo che meritino, sui quali è stato chiesto di lavorare.

Nel post si sottolineano poi i numerosi vantaggi dell’utilizzo di Facebook all’interno della didattica, soprattutto in relazione ai “nuovi” gruppi. Un tema – come sappiamo – non nuovo nel quale ricorrono molte riflessioni che condivisi al convegno SIREM del 2010 e sul quale sono ritornato di recente con un post specifico (http://www.sociallearning.it/luso-dei-social-media-nella-formazione-e-il-l ).

Nel complesso, da quello che ho letto, credo che il caso di Design Royale sia un ottimo caso di social media applicati alla formazione e ai contesti dell’apprendimento in generale. La sfida non facile di impiegare Facebook all’interno di workshop di design, che di per sé poco si prestano a dinamiche formative online, è stata raggiunta e superata nelle aspettative. Un progetto interessante che però fa trasparire la sensazione che più che di Social Learning tout court si possa parlare di apprendimento mediato dai social media, nello specifico da Facebook.

In realtà credo sarebbe stata anche più interessante, a chiusura del periodo di workshop la creazione di una community di designer che fosse in grado di continuare gli stimoli e i processi che si sono innescati durante il corso.
Tuttavia credo che il progetto meriti una menzione particolare proprio per aver dimostrato – ancora una volta e casomai ce ne fosse ancora bisogno – l’utilità dei media sociali nell’ambito formativo e didattico. In Italia e nelle organizzazioni queste sperimentazioni sono – purtroppo – ancora delle mosche bianche.

Vi lascio con un video di Stefano Mirti che contestualizza e spiega meglio anche il contesto all’interno del quale è nata la sperimentazione

I miei complimenti quindi al team che ha seguito lo sviluppo del progetto contribuendo a mettere un altro tassello importante nella definizione dell’uso dei social media all’interno dei processi di apprendimento e una piccola nota a sottolineare che forse qualcosa in più poteva essere fatto.

2 responses to Il Caso di Design Royale: social learning o che altro?

  1. 

    grazie stefano per il commento, pi?? che apprezzato!in effetti, ci sono delle parti di Design Royale che non ho raccontato… – gli organizzatori (le circa 20 persone che hanno lavorato al progetto) continuano a collaborare tramite i social media, luogo in cui Design Royale si evolve (e si evolver?? in qualcosa d’altro)- i gruppi in cui gli studenti hanno lavorato sono ancora aperti (in realt?? un po’ aridi, ma ci sono)- la pagina pubblica su Facebook ?? la vera community di designer. sar?? il punto di partenza per gli sviluppi futuri di DR. Ha un’attivit?? discontinua, coerentemente con il fatto che ?? una community legata a uno specifico eventodetto questo, le community di interesse (es: i designer italiani interessati a questi temi), a mio parere, trovano pi?? spazio su twitter (dove l’informazione ?? pi?? qualitativa, aperta, liquida) che su facebook (chiuso, non filtrabile e intasato di foto delle vacanze)che ne pensi?

  2. 

    Ciao, prima di tutto grazie per il commento. Sono d’accordo in parte. Forse occorrerebbe strutturare una vera e propria community usando Facebook in modo che le future esperienze e ci?? che e’ stato imparato in queste sia "cristallizzato" e mantenuto a memoria del gruppo. Credo che forse un’altra parte che andrebbe implementata sia quella della valutazione degli apprendimenti e di cosa ?? realmente rimasto in tasca a chi ha frequentato il corso/workshop. Su Twitter francamente vedo parecchi problemi. Sono d’accordo con quello che scrivi, ma i suoi limiti (a partire dalla ricerca) sono – a mio avviso – molto superiori, non credi? Ciao

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