Augmented Reality: il futuro dell’editoria?

February 21, 2011 — Leave a comment

Uno dei trend che sto seguendo con maggiore attenzione in questo ultimo periodo è quello dell’Augmented Reality: la Realtà Aumentata è la sovrapposizione di un layer digitale di informazioni alla realtà fisica. Attraverso device molto semplici, che possono essere un comune cellulare o una semplice webcam, è possibile avere accesso a una serie di contenuti aggiuntivi che arricchiscono l’esperienza dell’utente e rendono più semplice la conoscenza di ciò che ci circonda.
Un’ibridazione che ritengo molto interessante (e da monitorare con attenzione) è quella che vede l’applicazione dell’AR ai libri di testo.

Un eccellente esempio che chiarifica ciò che stiamo dicendo è visibile nell’ottimo lavoro di Martin Kovacovsky che ha realizzato una versione in AR della celebre storia Dr Jekyll e Mr Hide.
Qui un video di esempio:

Maggiori informazioni sono disponibili anche sul suo sito ufficiale (http://martinkovacovsky.ch/jekyll-hyde). Si tratta di un’idea molto semplice, di pratica realizzazione (basti pensare che con il semplice utilizzo di QR Code è possibile ottenere un risultato simile), ma di sicura efficacia.

L’AR – a mio avviso – può diventare uno strumento eccellente per veicolare contenuti interattivi, chiari e creare il giusto coinvolgimento che sembra rappresentare il vero problema dell’educazione di oggi, soprattutto nelle scuole. Non si tratta di stravolgere i modelli che già conosciamo ma – piuttosto – di “aumentare” (appunto) le strategie che già mettiamo in atto. Come affermano anche le ricerche di Myer in questo senso l’apprendimento può essere maggiormente efficace se gli stessi contenuti vengono veicolati sfruttando una multicanalità e l’impiego di codici differenti, inoltre il livello di interazione superiore che è consentito da queste tecnologie permette di entrare in relazione con gli elementi narrativi e di creare una modellizzazione più semplice di ciò che si sta cercando di apprendere. Non ultimo, attraverso l’AR è possibile sperimentare nel concreto e in tempi molto rapidi, contenendo i costi, i concetti teorici appresi.

L’applicazione di questa tecnologia ai campi dell’apprendimento è molto vasta e credo sia utile approfondirne lo studio. Nei prossimi post proverò a indagare il confine e i rapporti reciproci tra AR e processi di apprendimento con particolare attenzione ai risvolti pratici.

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