Archives For April 2012

Riporto qui la mia intervista fatta per Working Capital e pubblicata originariamente sul loro blog 
http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2012/04/il-futuro-delle-aziende-e-…
Ringrazio ancora Lorenzo per l’occasione e la disponibilità mostrata. 

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Che cos’è esattamente il social business?

Riprendo la definizione del mio amico e collega Emanuele Quintarelli : un social business è “un’organizzazione che ha messo in campo le strategie, le tecnologie ed i processi atti a coinvolgeresistematicamente tutti gli individui che compongono il proprio ecosistema (dipendenti, clienti, partner, fornitori) nella massimizzazione del valore scambiato”. Un social business è, in un certo senso, un modo più naturale e più concreto di relazionarci con gli altri. È un’azienda centrata sulle persone: capace di evolvere, di rispondere alle sfide del mercato, di fare innovazione partecipata e di coinvolgere tutti i portatori d’interesse al fine di migliorarne profitti e valore. Riprendendo una terminologia che viene dalla Teoria dei Giochi possiamo dire che il Social Business è un “Win Win” in cui vince l’azienda che lo applica, perché riesce a essere più reattiva e a rispondere meglio alle sfide che i consumatori le propongono, e vincono i consumatori stessi, che riescono a migliorare il loro rapporto con le organizzazioni con cui entrano in relazione.
Di questi e di moltissimi altri temi parleremo il 4 e 5 giugno 2012 al Marriott Hotel di Milano, nell’ambito del SocialBusinessForum, l’evento europeo più importante del settore che con OpenKnowledge organizziamo ormai da 5 anni.

La diffusione del social business e delle dinamiche collaborative in azienda è certamente facilitata da fattori tecnologici, ma credi possa avere delle implicazioni anche sullo spirito e gli obbiettivi del fare impresa?

Il social business è certamente collegato alle tecnologie, ma è prima di tutto un avanzamento culturale. Volendo citare Manuel Castells, “non esistono rivoluzioni tecnologiche senza trasformazioni culturali”. In Italia molte volte il problema del fare innovazione è proprio questo: un’arretratezza culturale ancor prima che di competenze. Gli spazi e i mercati ci sono, con la crisi strutturale che stiamo vivendo (è interessante notare che in Giappone il Kanji usato per scrivere “crisi” – kiki – contiene in sé anche la parola “opportunità“) il Social Business rappresenterebbe una solida via di uscita ma la paura e la resistenza al cambiamento molto spesso tengono in vita tradizioni culturali obsolete e modalità di lavoro che non sono più adatte al mercato di oggi. Non dimentichiamoci nemmeno, però, che una strategia di Social Business non può essere improvvisata.

In particolare, ci puoi spiegare cos’è il social learning?

Il Social Learning non è altro che la declinazione dei principi del social business all’interno di quelle funzioni aziendali che si occupano di formazione e gestione del personale: come posso erogare contenuti formativi e come posso passare dei contenuti o semplicemente fare del knowledge management con queste nuove tecnologie? Cosa devo cambiare? Quali soluzioni mi offre il mercato?

Un anno fa, sul mio blog ho avuto modo di intervistare George Siemens  e di discutere con lui di come il Social Learning non fosse altro che un ritorno al nostro modo naturale di conoscere, di apprendere e di sperimentare. Lo cito per spiegare meglio il fenomeno di cui stiamo parlando:
Conoscere oggi significa essere connessi. La conoscenza si muove troppo velocemente perché l’apprendimento possa essere solo un prodotto. Eravamo abituati ad acquisire conoscenza avvicinandola a noi stessi. Ci veniva detto di ‘possederla’, di farla esistere nelle nostre teste. Ma non possiamo più cercare di possedere tutta la conoscenza necessaria personalmente. Dobbiamo custodirla nei nostri amici o all’interno della tecnologia.

Che cos’è la Gamification?

La Gamification è l’applicazione e l’integrazione delle dinamiche ludiche all’interno di un sito o di una community al fine di aumentare partecipazione e coinvolgimento degli utenti. Non dobbiamo però considerarlo il fenomeno del momento (l’edutainment e i serious game sono cose consolidate) o qualcosa di passeggero. Sono molti i casi di successo di cui ho parlato nel mio blog che ci aiutano a comprendere come un concetto in apparenza “aleatorio” possa essere calato nel concreto per portare dei veri risultati. Vale quanto detto prima: non si può improvvisare.

Perché in azienda l’approccio ludico al lavoro è sempre stato considerato con diffidenza? L’Italia in questo si comporta diversamente da altri paesi?

Credo anche in questo caso per una questione culturale del nostro paese. L’innovazione non è mai stata vista come uno dei cardini principali del successo aziendale. Per fortuna le acque si stanno muovendo, anche grazie a progetti come Working Capital. Credo che comunque il futuro sia roseo, molto più del passato.

Chi mi segue avrà capito che amo particolarmente le citazioni per questo ne riprendo una di William Gibson che adoro e che mi ha portato fortuna nel 2010 facendomi vincere Working Capital nella tappa di Bologna: “Il futuro è già in mezzo a noi – solo non equamente distribuito”. Ma le cose stanno cambiando.

Uso questo post per segnalare due eventi (uno nel mese di maggio e uno agli inizi di giugno) a cui sono invitato come speaker.

Il primo appuntamento è quello con i ragazzi dello Young Digital Lab che organizzano a Milano una due giorni di seminario verticale su come impostare e realizzare una Digital Strategy ( http://www.youngdigitallab.com/eventi/corso-in-digital-strategy-nel-social-wo… )

Ma che cos’è esattamente il progetto Young Digital ?
Come si legge sul sito:

Young Digital Lab nasce nel 2010 con la missione di portare informazione e cultura del Social Web e del digital marketing alle aziende italiane: e chi può farlo meglio di una rete di giovani professionisti del digital under 30?

Un network di giovani professionisti che si riunisce nel format di Young Digital Lab: un laboratorio itinerante dedicato alle aziende e alle agenzie che vogliono comprendere le opportunità offerte dal nuovo Web, e i cambiamenti che esso impone, attraverso lo sguardo e le parole di alcuni tra i giovani che più si stanno affermando nel panorama del Web marketing italiano.

Eventi di formazione permeati dalla filosofia e dalla cultura della collaborazione, in cui il pubblico al pari dei relatori crea un evento ogni volta diverso dagli altri.

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Il costo di iscrizione, comprensivo di coffee break e light lunch, è di 470€ + IVA. Young Digitals adotta la formula Young2Young e offre il 30% di sconto agli iscritti al corso che non abbiano ancora compiuto i 30 anni al momento dell’iscrizione.

L’appuntamento è fisato a Milano (Giardino Aristide Calderini) per il 10-11 Maggio 2012

………….

Il secondo evento di cui voglio parlarvi è – invece – l’ormai noto appuntamento fisso con l’innovazione europea. Il Social Business Forum che organizziamo con OpenKnowledge e che quest’anno giungendo alla quinta edizione diviene un punto di riferimento nel settore mondiale.
Da pochi giorni è online il nuovo sito all’indirizzo: http://www.socialbusinessforum.com/

Come si legge sul comunicato ufficiale:

Alla quinta edizione consecutiva, il Social Business Forum si conferma come evento di punta in Europa sull’evoluzione della collaborazione, del marketing, del servizio al cliente e dell’innovazione nell’era del social media.

Con più di 3600 partecipanti, 150 speaker internazionali, 60 aziende a condividere le proprie esperienze nelle edizioni precedenti, la conferenza porta in Italia un mix unico di visione, casi di successo, modelli di intervento, best practice su come accelerare il business tramite un miglior coinvolgimento di dipendenti, clienti, partner e fornitori.

In un susseguirsi di keynote, interventi singoli, tavole rotonde e presentazioni aperte a tutti gli iscritti, i partecipanti affronteranno a 360 gradi i cambiamenti di management, leadership, business, tecnologia che le organizzazioni si trovano di fronte nel trarre un vantaggio strategico dai nuovi canali digitali.

Hanno già confermato la loro presenza in questa quinta edizione alcuni speaker di altissimo livello, tra cui:

  • John Hagel (Co-Chairman, Center for the Edge at Deloitte & Touche, Autore di The Power of Pull)
  • Frank Eliason (SVP of Social Media at CitiBank)
  • Ray Wang (CEO presso il Constellation Research, ex VP Forrester Research)
  • Steven Denning (Autore del libro Radical Management)
  • Sameer Patel (Global Vice President, Enterprise Social e Collaborative Software in SAP)
  • Jerome Colombe (Head of Web Governance in Alcatel-Lucent)
  • Brian Salis (Head of Social Media Innovation in BT Customer Service)
  • Esteban Kolsky (Founder in thinkJar e membro del Board of Advisors presso la Rotman School of Management)
  • Rawn Shah (Social Business Strategist at IBM and blogger on Forbes.com)
  • Mark Tamis (Social CRM e Social Business Strategist in NET-7)
  • Bertrand Duperrin (Management e Enterprise 2.0 Consultant in NextModernity)
  • Judith Matharan (Responsabile Comunicazione Interna in Pernod Ricard)
  • Oscar Berg (Future Office Evangelist at Tieto)
  • Ram Menon (President – Social Computing in TIBCO Software)
  • John Stepper (Managing Director Collaboration e Social Media in Deutsche Bank)
  • Luis Suarez (Community Builder & Social Computing Evangelist in IBM)
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Alcuni dei temi che verranno affrontati in questa edizione sono invece di sicuro interesse per tutte quelle aziende che intendono trarre un reale e concreto profitto e generare del valore a partire dall’introduzione dei sistemi social all’interno delle loro logiche organizzative:

  • La Intranet come hub collaborativo di interazione, relazione e comunicazione
  • I social nework interni per la condivisione di conoscenza e l’accesso agli esperti
  • Il Social CRM per collegare i social media ai processi di interazione con il cliente
  • L’evoluzione dei modelli organizzativi, di leadership, management e business
  • Il social media marketing e monitoring per amplificare le conversazioni e la capacità di raggiungere i clienti
  • L’aumento dell’agilità e dell’efficienza tramite le community di dipendenti
  • La socializzazione dei processi di gestione del cliente, innovazione e sviluppo del prodotto
  • La misurazione del ritorno dell’investimento e della vitalità delle community
  • Metodologie di analisi degli scambi informali e dei network partecipativi
  • Gamification e meccanismi di gioco per il coinvolgimento degli utenti

Per i primi giorni è possibile inoltre avere accesso a una Crazy Early Bird che permette – in via del tutto eccezionale – di aggiundicarsi il biglietto (del valore di 900€) della due giorni di conferenza a un prezzo stracciato di 200€

L’appuntamento con il Social Business Forum è per il 4-5 Giugno al Marriott Hotel di Via Washington 66. Per informazioni sulla registrazione consultare il sito ufficiale: http://www.socialbusinessforum.co
m/registration/register-now/?lang=it

Bloccate le agende e stay tuned per i prossimi aggiornamenti!