Connected Knowledge: quando la conoscenza è la rete

February 16, 2011 — Leave a comment

Una delle teorie che ritengo maggiormente interessanti dal punto di vista della comprensione di come si muove – oggi – la nostra conoscenza del mondo e delle cose è quella di George Siemens (http://www.connectivism.ca). Siemens sottolinea come, nelle società in cui viviamo, la conoscenza e i processi di apprendimento muovano a partire da logiche reticolari e connesse ancor prima che da contenuti predeterminati.
Siemens afferma:

To know today means to be connected. Knowledge moves too fast for learning to be only a product. We used to acquire knowledge by bringing it close to ourselves. We were said to possess it – to have it exist in our heads. We can no longer seek to possess all needed knowledge personally. We must store it in our friends or within technology.

Conoscenza e apprendimento passerebbero dunque prima di tutto dalla rete e della condivisione.
Le informazioni non vanno considerate come contenuti statici che sono depositati nella memoria di qualcuno o in database, ma come – soprattutto – legami, reti e connessioni, dove il conoscere chi è molto più importante del conoscere il cosa.

Anche Duncan Watts nel suo Six Degrees scrive:

When solving complex problems in ambiguous environments, individuals compensate for their limited knowledge of the interdependencies between their various tasks and for their uncertainty about the future by exchanging information— knowledge, advice, expertise, and resources— with other problem-solvers within the same organization.

Provando in sintesi a tracciare una piccola “modellizzazione” di questi concetti possiamo ipotizzare uno schema come quello riportato in cui la conoscenza definita “Connected” risulta dall’interazione di più variabili specifiche:

  • Le persone: con i loro flussi di valore e le reti informali e formali che li caratterizzano.
  • La tecnologia: dimensione fondamentale in grado di garantire il contesto abilitante all’interno del quale si muove la conoscenza, ma non solo. La stessa tecnologia puo’ diventare depositaria di conoscenza e incarnare informazioni.
  • Le organizzazioni con il loro enorme patrimonio di conoscenze e pratiche cristallizzate siano esse – anche in questo caso – formali o informali.
  • La Cultura e La Società intese come insieme di norme, di credenze, di convenzioni e di abitudini in cui i soggetti sono immersi e di cui i soggetti fanno parte.
Connected_knowledge

Direi che si tratta di un orizzonte di studio molto affascinante nonché indispensabile se si vuole cercare una risposta e tentare di dare una spiegazione valida ai processi di cambiamento enormi a cui negli ultimi anni siamo stati (e siamo) sottoposti.
Infine chiudo con un interessante video di David Orban (http://www.davidorban.com/) dedicato proprio al tema della conoscenza che si diffonde tra reti, oggetti e persone. Per un mondo in cui everything knows everything

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